riproduzione cAVALLUCCI MARINI
Tante sono le caratteristiche dei Cavallucci marini che affascinano le persone e soprattutto gli acquariofili, tra queste vi sono il rituale di corteggiamento, il fatto che sia il maschio che rimane gravido e partorisce gli avannotti (caso forse unico tra gli animali del globo terrestre) e infine la cosa più’ importante per un acquariofilo la possibilità di riprodurli e crescerli in cattività.
Il rituale di corteggiamento dei cavallucci è uno degli spettacoli più belli che si possono ammirare in acquario. La coppia esegue una sorta di danza intrecciando le code e muovendosi velocemente su e giù per la vasca. Questo rito può durare diverso tempo, nel frattempo il marsupio del maschio si apre preparandosi a ricevere le uova dalla femmina. Il momento cruciale si raggiunge quando la femmina deposita le uova nella tasca del maschio, i movimenti devono essere perfettamente sincronizzati e spesso accade che, magari per inesperienza della coppia, questa operazione non vada a buon fine.

Coppia, maschio in primo piano. Massimo Boyer
Il maschio porta avanti la gravidanza in un tempo che può variare da alcuni giorni a alcune settimane dipende dalla specie. Al momento del parto il cavalluccio si ancora con la coda prensile a un supporto e inizia ad espellere i piccoli cavallucci con contrazioni molto simili a quelle di una partoriente umana. Alla nascita i piccoli cavallucci misurano pochi millimetri e sono totalmente formati, una riproduzione in miniatura dell’adulto. La lunghezza degli avannotti dipende molto dalle specie, i più piccoli sono quelli di H. reidi e per questo motivo sono tra i più difficili in assoluto da portare allo stadio adulto, anche acquariofili molto esperti hanno avuto insuccessi con questa specie. Potrà sembrare strano ma gli avannotti di H. zosterae, che e’ uno dei più piccoli allevabili in acquario (max. 3 cm. coda compresa) non sono cosi’ piccoli come si potrebbe credere, per questo motivo uno zosterae partorisce un massimo di 15 avvannotti contro le diverse centinaia di altre specie. I genitori non effettuano nessun tipo di cura parentale delegando tutto alla natura. In mare i cavallucci sembra partoriscano nei momenti di marea in modo che gli avannotti non si raggruppino e diventino così preda dei predatori presenti nella zona, più vengono sparpagliati più possibilità avranno di salvarsi e continuare la specie.
L’allevamento degli avannotti in acquario non è privo di difficoltà, si può riscontrare un tasso elevato di mortalità, soprattutto prima del 5° giorno di vita.
Le tecniche di allevamento dei piccoli Ippocampi sono parecchie, alcuni usano costruire piccole vaschette parto da inserire nell’acquario principale, altri allestiscono piccolissimi acquari privi di arredamento, altri ancora utilizzano bocce simili a quelle per i pesci rossi creando una piccola circolazione d'acqua in modo che i cavallucci vengano tenuti sempre verso il centro della boccia. In America ultimamente utilizzano queste bocce poste in acquari in modo che vi sia una maggiore portata d’acqua e parametri più stabili ponendo però i piccoli cavallucci in queste in bocce in modo che non abbiano problemi di dispersione del cibo.
I fattori più importanti per l’allevamento degli avannotti sono l’igiene più totale, le vaschette di accrescimento devono essere sifonate giornalmente eliminando gli escrementi e i residui di cibo, l’acqua in condizioni perfette e l’abbondanza di cibo. Secondo le specie i piccoli possono essere nutriti differentemente, alcuni avannotti accettano da subito naupli d’artemia salina appena schiusi (momento nel quale hanno ancora tutte le loro caratteristiche proteiche) possibilmente arricchiti con integratori che contengono acidi omega 3.
Vi sono diverse ricette per formare questi integratori o anche alcuni prodotti commerciali che possono essere utilizzati. Alcune specie di cavallucci invece, partoriscono avannotti troppo piccoli per accettare da subito l’artemia, in questo caso si deve ricorrere a colture di rotiferi allevate con fitoplancton (come nannochloropsis).
Alcuni allevatori sono soliti utilizzare parte di questa “acqua verde” miscelata ad acqua di mare come liquido in cui allevare le specie più’ piccole. Gli avannotti cominceranno ad accettare naupli d’artemia a partire dal 6° giorno, ma per alcuni giorni si dovrà continuare ad aggiungere anche rotiferi in quanto alcuni esemplari saranno rimasti più piccoli degli altri e abbisogneranno ancora qualche giorno per potersi adattare al nuovo cibo. Avanzando con la crescita si potrà cominciare ad abituarli con del cibo surgelato in modo da ottenere esemplari adulti che non lo rifiutino.
Bisogna insomma arrivare preparati al lieto evento se non si vogliono perdere gli avannotti e ricordarsi le tre regole fondamentali, igiene nelle vaschette di accrescimento, acqua sempre perfetta, e cibo a volontà (i piccoli ci devono nuotare dentro).
Conviene inoltre informarsi tramite letture. Sulla rete si possono trovare ottime informazioni purtroppo tutte in inglese (www.sehaorse.org , www.sighnatyd.org) in alternativa esistono alcuni testi (sempre in inglese) che possono dare qualche buon consiglio.







