malattie CAVALLUCCI MARINI
E’ opinione comune che i Cavallucci marini siano animali delicatissimi. In parte questa affermazione può risultare vera, ma la maggior parte delle volte tale delicatezza e’ data dal fatto che i soggetti in commercio arrivano nei negozi già debilitati dalla cattura e dal trasporto. Esistono al mondo 33 specie di Hippocampus, delle quali solo alcune si possono trovare in vendita nei negozi specializzati, le più comuni da noi in Italia sono H. kuda, H. barbouri e H reidi oltre al cavalluccio nostrano H. hippocampus. Dato che nel 90% dei casi si tratta di animali di cattura, i primi problemi sono causati dallo stress del trasporto con conseguente indebolimento delle difese immunitarie che, nella maggioranza dei casi , si presentano sotto forma di attacchi batterici e parassitari.
Parassiti interni ed esterni
La prima cosa da fare per intervenire su attacchi parassitari, come ad esempio quelli dati da Cryptocarion irritans o Amyloodinium ocellatum, è quella di intervenire con un preventivo bagno in acqua dolce dell’animale. Bisogna allestire una vaschetta (va bene anche un piccolo contenitore plastico) contenente acqua dolce portata a una temperatura identica a quella dell’acquario (e possibilmente anche con un pH simile, anche se non e’ indispensabile) e si mette il soggetto colpito a bagno per 5 –10 minuti tenendolo sempre d’occhio e pronti a rimuoverlo al primo segno di malessere. Generalmente però i cavallucci ben sopportano questo trattamento al contrario dei parassiti che, non essendo in grado di sopportare lo shock osmotico, muoiono in breve tempo. Il bagno in acqua dolce è consigliabile anche nel caso di inserimento di nuovi animali in una vasca già abitata, funziona come metodo di prevenzione dall’insorgere di patologie.
Purtroppo non sempre il rimedio del bagno in acqua dolce funziona e molte volte bisogna ricorrere a metodi più “energici”, soprattutto per parassiti interni quali Nematodi e Trematodi.
Per quel che riguarda i parassiti esterni, si possono utilizzare con successo gli appositi medicinali studiati appositamente per i pesci d’acquario, se ne trovano di diverse marche e tutti abbastanza efficaci, oppure si può ricorrere ad un trattamento ancora più energico con soluzioni a base di Acriflavina o di Blu di Metilene.
Il discorso si fa più complesso con i parassiti interni, un medicinale che, in genere dà buoni risultati e’ il Flagyl, soprattutto contro Nematodi, Trematodi cosi’ come lo e’, e forse in misura maggiore il Droncit. Entrambi questi medicinali devono, per curare i parassiti interni, essere ingeriti dall’animale
Enfisema della tasca
L’enfisema della tasca non e’ una malattia vera e propria ma può portare a gravi conseguenze, in genere a morte per inedia del cavalluccio. I cavallucci maschi hanno una tasca (o marsupio) localizzata sul ventre destinata alla gestazione degli avannotti. Durante il rituale di corteggiamento il maschio apre la tasca per permettere alla femmina di depositarvi le uova e durante questo momento delicato può accadere che delle bolle d’aria, soprattutto quelle fini date da areatori con al termine una pietra porosa, si infilino all’interno della tasca. La conseguenza, che può apparire comica, in realtà è in genere drammatica, l’ippocampo gonfiato da queste bolle perde la capacita’ di nuoto (l’aria infatti lo sospinge in alto) e se non si interviene prontamente rischia di morire di fame in quanto non e’ più in grado di cibarsi. Il rimedio immediato, e in molti casi risolutivo, è quello di prendere l’animale con la mano sinistra, tenerlo fermo (senza stringere) e con il pollice della mano destra praticare un massaggio dal basso verso l’alto al marsupio, facendo in modo che quest’ultimo si apra ed evacui le bolle contenute. Ci possono essere forme ricorrenti dell’enfisema, in questo caso si deve ricorrere ad antibiotici. Si può ricorrere a Neomicina o Eritromicina, utilizzandone un decimo di cucchiano da the diluito in 20 ml di acqua dell’acquario e introducendo 0,2 –0,4 cc. Di questa soluzione con una pipetta nella tasca del cavalluccio.
Malattie da bolle d’aria
Oltre all’ enphysema pouch, le bolle d’aria possono creare dei disagi più seri nei cavallucci marini è il caso delle bolle d’aria sottocutanee e di quelle interne. Entrambe queste patologie possono essere provocate sia dall’ingestione di bolle presenti in vasca, sia da cattive condizioni igieniche nella vasca. Le bolle d’aria sottocutanee possono essere determinate soprattutto da microbollicine presenti nella vasca (ad esempio quelle rilasciate da uno schiumatoio) o dalla ipersaturazione di gas che si può presentare in acquario. Il metodo più comune, e anche più efficace per curare le bolle sottocutanee consiste nel forarle con un ago, facendo attenzione a tenere l’ago stesso parallelo al corpo e ad operazione avvenuta disinfettare con un antisettico. Nel caso le bolle si trovino nelle vicinanze degli occhi è sconsigliabile effettuare questa operazione.
Le bolle d’aria interne sono invece, purtroppo, una malattia difficilmente curabile, il corpo dell’animale si gonfia come un palloncino e le cause sono da ricercarsi in ipersaturazione di gas o infezioni batteriche. Alcuni rimedi proposti, che non sempre danno risultati soddisfacenti, sono una specie di decompressione da effettuarsi in un contenitore alto almeno tre volte l’acquario. L’animale deve essere posto e tenuto sul fondo per diverse ore, in alcuni casi questo trattamento ha avuto effetto, in effetti la malattia in questione ricorda da vicino l’embolia da mancata decompressione che può colpire i subacquei. Un'altra terapia da tentare consiste in iniezioni di acetazolamide per via intramuscolare. Ovviamente quest’ultimo trattamento deve essere effettuato da personale esperto e va tenuto comunque conto che non è una cura definitiva, la percentuale di insuccessi in caso di bolle d’aria interne è altissima.
Batteriosi che corrodono la carne
Questa è una malattia che molto spesso è fatale. Si tratta di Costia oppure di Cryptobia. I primi sintomi sono dati da perdita di lucentezza della pelle, occhi velati e lesioni cutanee. Nel progredire della malattia si possono osservare delle vere e proprie zone dove la carne viene corrosa fino all’osso. Se presa in tempo questa patologia può essere curata abbastanza facilmente. Una terapia che in genere dà buoni risultati e’ quella di immergere il cavalluccio malato in acqua supersatura di sale da cucina, in ragione di due o tre cucchiaini da the ogni quattro litri d’acqua. Il bagno deve avere una durata di 5 – 10 minuti facendo bene attenzione alle reazioni dell’animale, in caso di segni evidenti di disagio l’ Hippocampus va rimesso prontamente in acquario. In caso di ferite sanguinolente non utilizzare questo trattamento.
Un altro trattamento da utilizzarsi è quello di aggiungere a 3 cl. di acqua dell’acquario, 10 gocce al 2% di tintura di iodio e 10 gocce di formalina, applicando poi la soluzione sulla parte colpita per 5 o 10 secondi. L’animale va quindi rimesso in acquario.
Corrosione della bocca
Questa malattia può essere determinata da un’infezione batterica (Costia) oppure da funghi (Saprolegnia). L’animale colpito evidenzia inizialmente una decolorazione della parte colpita aggiunta a inappetenza e letargia. I rimedi sono gli stessi indicati per la corrosione della carne e, in caso di funghi, vanno bene i prodotti antifungini che si trovano comunemente in commercio nei negozi di acquari







